BLACK CAT NINE
"King Of The Hill"
Self Produced - 2004


Continua l'evoluzione sonora intrapresa con "Genuine Worldshakers" per i Black Cat Nine, infatti il quartetto vicentino (!?) ha lasciato definitivamente da parte le sonorità sleazy street degli esordi per un più comporso e cazzuto modern hard rock. Per chi ancora non li conosce posso dire che la band è composta da 3 americani: Roy Reynolds alla voce e basso, Gary Wofford alla chitarra, Teddy Freese alla batteria e dall'unico italiano Andy Tonin alla chitarra solista e hanno al loro attivo tre CD e 2 compilation.
Che dire di questo "King Of The Hill"? ...che molto probabilmente è il lavoro più maturo della loro produzione, che Faster Pussycat e compagnia bella non fanno più parte delle loro influenze principali e che il nuovo chitarrista (Andy Tonin) ha dato una bella ondata di freschezza alle loro composizioni.

Parlando nello specifico notiamo da subito molti riferimenti ai BEAUTIFUL CREATURES, ascoltatevi "Sick" o "Heads Will Roll" e poi giudicate voi... Qua e la spuntano echi del MANSON più commerciale, ma credo sia la band di Lestè ad aver avuto le maggiori influenze sul loro songwriting.
La title-track vede anche come autore il vecchio chitarrista D. J. Parker e si sembra stata estrapolata da "Genuine Worldshakers", mentre "Scratch That Itch" sembra partorita dalle session di "Revenge" dei KISS.
In disco si mantiene su buoni livelli, ma come al solito, invito a vedere la band dal vivo perchè come si dice... spacca il culo!!!
Moreno Lissoni

http://www.slamrocks.com/old/review21.htm





BLACK CAT NINE
“Genuine Worldshakers”
Self Produced – 2002


Se non erro ci troviamo di fronte al quarto album del gruppo americano con base a Vicenza che, con questo "Genuine Worldshakers", segna una leggera virata sonora verso un sound più cupo e moderno, ma con il solito stile di Roy Reynolds e soci.
A spaccare subito il culo ci pensa la devastante "Badass", un vigoroso street metal che si pone immediamente come top track dell'album, segue "Attitude" che lascia da parte il r'n'r della prima traccia per un suono più metal oriented, ma dai risultati più che soddisfacenti.

"All Time High" è un'altro pezzo su cui punterei che va a fare compagnia a quella fetta di mercato occupata dai MOTLY CRUE di Corabi, stesso discorso per "Don't Follow Me" altro modern metal.  La power ballad "As One" è troppo 90's per potermi piacere, ma fortunatamente si chiude in bellezza con l'hard rock moderno di "Bring Me Down" e con un altro gioiellino hard'n'roll che si va ad aggiungere all'iniziale "Badass", "Nowhere Fast"!
Un disco difficile da digerire per chi, come me, li segue da qualche anno, ma nonostante la svolta stilistica, la band è molto maturata e si prepara ad accaparrarsi nuovi fan.
Moreno Lissoni


http://www.slamrocks.com/old/review9.htm